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Josè presenta il conto: «Più punti di Mancini E la squadra la faccio io»

A Mary MCALEESE presidente della repubblica d’Irlanda che al Millenium di Cardiff ha festeggiato con la sua nazionale di rugby il successo nel 6 Nazioni mentre da noi davamo la caccia ai colpevoli per il disastroso torneo 2009 quando sarebbe più semplice guardare le tribune e i risultati delle under 20 per capire tutto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=338336



I nostri bomber al momento giusto
Marzo 23, 2009, 11:41 am
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La fretta c’era, maledetta primavera. La fretta c’era, non ci bastava più Olivera. Avevamo due bomber e li avevamo persi un po’ per strada. Per fortuna il solstizio è arrivato e li abbiamo subito ritrovati, dopo aver scosso la testa tutta la partita per dichiararli in crisi. Sculli e Milito ci sono, al momento giusto. Ma soprattutto c’è, e gioca con noi, il difensore italiano più forte della serie A. Salvatore Bocchetti in settimana ha sentito profumo d’azzurro e avrebbe potuto cadere in tentazione. Ma è appunto il miglior difensore italiano e anche se ha 22 anni ha dimostrato tutta la sua personalità con una partita da capitano della Nazionale. Per fortuna il ct è uno solo e di mestiere non fa il giornalista nelle trasmissioni che se la tirano da Vangelo, quindi riesce ad accorgersi di Bocchetti, riesce a vedere il Genoa e la sua difesa, anche per più di sette secondi la domenica.E se per una volta le follie di un arbitro gravemente scadente hanno danneggiato più gli avversari di noi – come si dice? – prendiamo e portiamo a casa questi tre punti d’oro. Ma sapete qual è stata oggi la vittoria più importante? La Gradinata Nord, tornata a ruggire come da qualche mese non le accadeva più. Un Genoa così, con tutte le cose al posto giusto, dalla testa al sottocoda, dal basso ventre alla colonna sonora, era quello che serviva proprio ora. Maledetta primavera, che fretta c’era lo sapevamo io e te.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=338357



«Siamo brava gente, lasciateci in pace»
Marzo 22, 2009, 7:15 pm
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(…) non appena si accorgono di un volto sconosciuto. «Quando vedono un taccuino o una telecamera – ci dice un volontario – si ammassano dentro. Secondo voi è un caso? Non vogliono parlare». All’ora di pranzo ci sono soprattutto madri, figli e qualche anziano. Gli uomini saranno una decina, i ragazzi ancora meno. Qualcuno, dopo un po’, esce a fumare una sigaretta, mentre una coppia di donne bardate a lutto si allontana a passi svelti, trascinando un carrellino vuoto che sobbalza sul terreno sconnesso. Un giro del grosso isolato, una ricognizione rapida dei bidoni dell’immondizia e poi si ritorna dentro, a mani vuote. Là davanti passa il 714, l’autobus che porta fino a Termini: lo aspetta un rom molto avanti negli anni, con gli occhi scurissimi e una sciarpa piena di aloni, anche lui trasferito nel padiglione in seguito allo sgombero del campo abusivo di Villa De Sanctis. Nemmeno il tempo di rivolgergli una domanda che sibila: «Siamo brave persone. Lavoriamo giorno e notte, lasciateci in pace». E in merito ai presunti stupratori aggiunge secco, facendo cenno di girare alla larga: «Non li conoscevo».La notizia degli arresti non ha invece sorpreso i residenti di via dell’Arcadia, la stradina in salita che si avvolge intorno alla fiera. «Abbiamo paura – dice serio Paolo, 58 anni -. La sera li vediamo tornare, quasi sempre ubriachi. Mia figlia da sola non esce più, io ho un cane addestrato, li sfido ad avvicinarsi».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=338165