Archiviato in: italia tua | Tag: fumo, era, all, improvviso, uno, schianto, avevamo, paura
«Improvvisamente si è sentito un colpo violentissimo e il tram che si spostava dalla sua sede, poi fumo, polvere e paura». Daniele, 30 anni, era sul tram a «due carrelli», quando l’impatto l’ha scaraventato per terra. Qualche minuto dopo si è ritrovato seduto sul marciapiede, con un bel bernoccolo in testa. È anche lui confuso e frastornato insieme ad altre decine di passeggeri usciti più o meno malconci dall’impatto. Niente di grave come conferma un soccorritore del 118: «Abbiamo riscontrato solo contusioni, abrasioni e tagli riportati dai passeggeri dovuti alle cadute».Passeggeri che subito dopo l’impatto hanno avuto difficoltà a uscire, perché non tutte le porte si sono aperte ma anche per la comprensibile agitazione. Racconta ancora Daniele: «A bordo comunque si è quasi scatenato il panico, con le solite scene da incidente improvviso». Come conferma la titolare di un negozio «Dopo lo scontro i viaggiatori sono stati catapultati in avanti. Una volta rialzati hanno tentato di uscire dalla porta anteriore che però era rimasta bloccata. Presi dal panico e disorientati dal fumo non riuscivano a vedere invece che le altre porte erano aperte e quando sono scesi tremavano e piangevano tutti». La paura come tema dominante viene confermata anche da una giovane passeggera dolorante al capo e ancora sotto choc: «Certo, mi sono molto spaventata e comunque quando uno esce di casa e prende il tram certo non si aspetta di proseguire la giornata in questo modo».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297976
«I re sono spesso costretti a far cose che contrastano con la loro inclinazione e feriscono la loro naturale benignità. Devono compiacersi di beneficare, eppure spesso bisogna che puniscano e rovinino le persone di cui naturalmente vorrebbero soltanto il bene. L’interesse dello Stato deve essere anteposto a tutto… Nulla è pericoloso quanto la debolezza, di qualunque natura essa sia».Così scriveva Luigi XIV riflettendo sul mestiere di re. Pensieri vergati, o più probabilmente dettati, in anni in cui nessuna nuvola adombrava ancora la sua potenza. Eppure velati di malinconia, di una profonda coscienza del peso del dovere. Perché, a differenza di molti altri monarchi, il Re Sole non si limitò a governare, a guerreggiare, a muovere con sagacia le sempre scivolose leve del potere di corte. Cercò anche di trasformare la sua conoscenza degli intricati meccanismi della politica in dottrina in precetti da trasmettere al figlio (quel Luigi di Borbone detto il Gran Delfino che morì prima del padre). Nacquero così una serie di scritti, raccolti sotto il titolo di Memorie che in Italia sono stati pubblicati pochissimo e letti ancor meno. Adesso però il testo è tornato in libreria per le edizioni SE (pagg. 222, euro 22, a cura di Gigliola Pasquinelli).Composte con la collaborazione di due intellettuali di corte, Périgny e Pellisson, le Memorie sono relative agli anni 1661-1668. Si concentrano sui momenti salienti della politica del sovrano, mettono in luce le scelte che il Grande Luigi riteneva fondamentali per il successo politico.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287211
Archiviato in: italia tua | Tag: amico, avra, gas, gheddafi, italia, paese, petrolio, priorita, sul
La Libia ha voltato pagina nei suoi rapporti con l’ex potenza coloniale Italia e con l’ex arcinemico Stati Uniti,
con le quali sono state cancellate le vecchie ruggini: lo ha assicurato il leader libico, Muammar Gheddafi, che per il
39.mo anniversario della rivoluzione che lo portò al potere, ha pronunciato a Bengasi un discorso in piena notte.
A due giorni dall’accordo col nostro Paese sui risarcimenti per il passato coloniale, Gheddafi ha detto che «l’Italia
avrà la priorità su petrolio e gas e in altre forme di investimento, perchè è uno Stato amico», e che «la Libia trarrà
beneficio dai suoi forti rapporti con l’Italia». Non solo: l’accordo firmato sabato col premier italiano, Silvio Berlusconi,
crea un precedente internazionale. «Nessuno – ha detto – credeva che sarebbe giunto il giorno in cui uno stato
colonialista avrebbe chiesto scusa, espresso rincrescimento e pagato risarcimenti per la sua colonizzazione».
Gheddafi ha poi aggiunto che il conflitto con gli Stati Uniti è «definitivamente archiviato», e che «non ci saranno più
guerre, raid o terrorismo» fra i due Paesi. «Non abbiamo l’ ambizione di diventare amici degli Stati Uniti. Da loro tutto
ciò che vogliamo è che ci lascino tranquilli e noi lasciamo loro tranquilli». Lo scorso 14 agosto Libia e Usa hanno
firmato un accordo che prevede compensazioni per le vittime degli attentati compiuti dai libici contro cittadini Usa,
comprese quello di Lockerbie, e dei raid statunitensi sulla Libia.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287345
Roma – Era stato uno dei primi a lanciare la proposta. Ora Gianfranco Fini, da presidente della Camera, si vede “spronare” dal leader del Pd Walter Veltroni ad affrontare quanto
prima in parlamento il tema del voto agli immigrati annunciando che sarà primo firmatario di una proposta di legge su questo
argomento. Diritto di voto agli stranieri per l’elezione delle amministrazioni locali, diritto di candidarsi. “La questione, sulla quale lei stesso qualche tempo fa dimostrò sensibilità e apertura, è quella del diritto di voto nelle elezioni
amministrative e nelle altre elezioni locali a tutti coloro che sono residenti in Italia da un certo numero di anni, anche se non in
possesso della cittadinanza italiana”.
Leggi e integrazione “A questo proposito nei prossimi giorni sarò
primo firmatario di una proposta di legge costituzionale. Le chiedo fin d`ora, con questa mia lettera, di adoperarsi per consentire la
sua più ampia discussione da parte della Camera dei deputati e di accelerarne quanto più possibile l’iter” prosegue Veltroni. “La politica – secondo il leader del Pd – ha una grande responsabilità, e deve fare estrema attenzione, respingendo il rischio
dell’egoismo sociale e rispondendo a domande non più rinviabili: come garantire, insieme, accoglienza e legalità, integrazione
sociale e sicurezza; come costruire comunità inclusive, dove ogni individuo che qui è nato o che qui vive e lavora da anni sia un
soggetto riconosciuto in quanto possiede dei diritti e dei doveri; come evitare che nelle nostre città si creino, nel segno della paura,
dei luoghi separati e non accessibili”.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287351
Archiviato in: italia tua | Tag: aiutava, betancourt, della, paladino, rapitori, rifondazione, veltroni
da RomaIl rapporto tra Rifondazione comunista e le Farc, l’organizzazione guerrigliera colombiana responsabile del rapimento di Ingrid Betancourt, secondo il governo di Bogotà sarebbe andato ben oltre i «semplici rapporti politici». A sostenere questa tesi è Repubblica che racconta della presunta esistenza di un dossier in cui sarebbero confluiti oltre duecento documenti, tra cui anche molte e-mail, raccolti dopo l’offensiva dell’esercito di Alvaro Uribe. Un attacco poi culminato con l’uccisione nel marzo scorso del vicecomandante delle Farc, Raul Reyes. Documenti prelevati dalla memoria di un computer, che testimonia un carteggio piuttosto fitto tra l’organizzazione e alcuni responsabili di Rifondazione. Tra questi i due incaricati di seguire più da vicino la vicenda colombiana, per essere da tempo coinvolti nella mediazione del processo di pacificazione: Ramon Mantovani, al tempo (il periodo è successivo al 2002, anno di ripresa del conflitto) capo della sezione esteri del partito; e Marco Consolo, incaricato per l’America Latina negli stessi uffici di Mantovani. È proprio il carteggio tra Consolo e Reyes a finire sotto la lente di ingrandimento di Repubblica. E in particolare una mail datata 4 dicembre 2004, in cui si affronta la vicenda complicata di Ingrid Betancourt, proprio in quei giorni dichiarata cittadina onoraria di Roma dall’allora sindaco Walter Veltroni. Consolo, a proposito della sua detenzione, scrive a Reyes: «Come tu sai è divenuta una questione fortemente internazionale.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287172
Sarà un settembre caldo quello che aspetta i romani, molti dei quali sono tornati ieri dalle ferie. E la città che ritrovano è in attesa di risposte su tanti temi scottanti, che l’estate ha contribuito a infuocare. Ecco quelli principali sul tappeto nella prima settimana di «normalità».Le strisce blu. Ci sarà tempo ancora due settimane, salvo slittamenti dell’ultima ora, per parcheggiare la propria automobile in tutta la città senza pagare nemmeno un centesimo. Poi scatterà il nuovo piano di razionalizzazione voluto dal Campidoglio, che prevede un aumento della tariffa a 1,20 euro per l’area Ztl, ma anche una diminuzione del 18 per cento delle strisce blu attivate in passato. Una volta disegnata con precisione la mappa delle «zone franche», dove comunque non si potrà sostare per più di tre ore in tutto, la palla passerà nelle mani dell’Atac, che riattiverà passo passo i parcometri. Il parcheggio del Pincio. Ha tenuto banco per tutta l’estate la vexata quaestio della megastruttura di sette piani e settecento posti pronta a sorgere sulla collinetta che domina piazza del Popolo. Come anticipato ieri su queste pagine, è sceso in campo anche il governo per dirimere una matassa altrimenti difficile da districare. Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha dato mandato di acquisire tutta la documentazione, per capire quanto sono fondate le ragioni del no, quanto profonde le cause ostative al progetto legate alla presenza di reperti archeologici nell’area.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287319
Dice il saggio: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io. Ma il rifiuto della supervisione divina (essendo l’Onnipotente impegnato a spacciare oppio tra popoli) condanna i pronipoti di Marx a imbrogliarsi perennemente tra gli uni e gli altri. Prendiamo Prodi, per esempio: è amico o nemico dei compagni di Rifondazione? Nel ’96 lo fanno eleggere a Palazzo Chigi, nel ’98 lo impallinano, passati dieci anni lo votano di nuovo per poi friggerlo a fuoco lento in altri 24 mesi. «Grande è la confusione sotto il cielo, dunque la situazione è eccellente», sentenziava Mao, altro padre nobile di Bertinotti and friends. E nel trionfo della confusione, ecco spiegata la passionaccia di Rifondazione per le amicizie pericolose, l’irrefrenabile spinta a difendere gli indifendibili, ad aiutare gli inaiutabili, a finanziare gli infinanziabili.
Fausto Bertinotti ne ha messo insieme un campionario difficilmente eguagliabile. È del gennaio 1997 il filotto Marcos-Castro: un viaggio nel Chiapas e poi a Cuba. La foto dei due subcomandanti uno di fronte all’altro fece il giro del mondo: Fausto in elegante maglia a righe orizzontali modello Piazzetta di Capri e in mano il «Don Chisciotte» di Cervantes (definito da Liberazione nientemeno che «un manuale contro il neoliberismo»), Marcos in divisa guerrigliera con tanto di berrettino, passamontagna e cartucciere. E quando Bertinotti atterrò all’Avana dal Messico, ad attenderlo trovò un invito a cena del grande Fidel, il campione di tutte le democrazie latinoamericane.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287340
Archiviato in: italia tua | Tag: flaminia, incidente, mortale, sulla, via
È costato la vita a un uomo di 64 anni residente a Roma, un incidente che si è verificato verso le 21.15 di sabato e che ha coinvolto due autovetture che viaggiavano sulla via Flaminia, nei pressi di Rignano. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, l’uomo si trovava con sua moglie a bordo di una Fiat 500 quando una Mini Cooper ha invaso la sua corsia, causando lo scontro.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287326
Archiviato in: italia tua | Tag: coltello, con, euro, fugge, minaccia, rapinatore, taxista, un
Si è fatto portare sino a viale Beatrice d’Este, all’angolo con via Alfredo Oriani, ma al momento di pagare, al posto di mettere mano al portafoglio, ha estratto il coltello. E lo ha puntato alla gola del malcapitato tassista di 69 anni, intimandogli di consegnare l’incasso della giornata. Il povero conducente è stato così costretto a versare al malvivente tutto quello che aveva guadagnato, 500 euro. Il cliente-rapinatore, che era salito in piazzale Medaglie d’Oro, è poi fuggito prima dell’arrivo della polizia, facendo perdere le sue tracce.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284979