La possibilità di risparmiare c’è. Ma i bambini non si accontentano dello zaino a basso costo. Vogliono quello griffato, con gli eroi del momento, dai Gormiti alle Winks, da Trilly alla linea All Stars. E così per diari, astucci e set di quaderni. Tanto che le cartolerie non hanno quasi nemmeno più osato riproporre i kit a «40 euro tutto compreso» lanciati l’anno scorso. Tanto rimaneva tutto sugli scaffali del negozio. In aiuto dei genitori, almeno per risparmiare qualcosina sui libri di testo, arriva il buono del Comune: 200 euro per acquistare i libri di prima media, 80 per la seconda e 90 per la terza. Novità anche nelle mense scolastiche: nel menù di Milano Ristorazione resistono i piatti forti (pizza e gelato) e vengono introdotte delle new entry, dal salmone al sugo al pomodoro con la ricotta. Per ora le nuove specialità verranno proposte in via sperimentale sul vassoio di sei scuole.
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La Lazio, pardon, la «Dea bendata» sbanca lo stadio Sant’Elia e allontana in un amen gli spettri d’un inizio di campionato deludente. Siamo sinceri, i biancocelesti stavolta hanno beneficiato di una dose di fortuna non indifferente per ottenere il blitz sardo e l’1-4 finale tutto è, tranne che dimostrazione di superiorità. Sotto col gioco e in svantaggio fino al minuto numero numero 62, i laziali hanno sfruttato della dabbenaggine del capitano degli isolani, Lopez, che invece di rinviare un pallone facile-facile l’ha svirgolato e poi colpito con la mano, fornendo al signor Bergonzi l’assist per l’espulsione e il conseguente rigore. Così Zarate ha dato il «la» alla rimonta, conclusa con un roboante poker griffato una seconda volta dall’argentino, poi da Foggia (che in maniera signorile e da buon ex non ha esultato, nonostante i fischi del pubblico) e dal solito Pandev.Delle due l’una: o Claudio Lotito è un uomo fortunato oppure un genio sotto il punto di vista manageriale. «Zarate è meglio di Messi», aveva annunciato il patron portando il sudamericano a Formello e se il buongiorno si vede dal mattino, adesso bisognerà studiare a fondo il caso-Lotito, che più viene bistrattato e più miete successi. Per la cronaca al novantesimo il buon Mauro (che viste le mode potremmo definire lo «special one» di Formello) s’è detto «felice per questo trionfo e per la buona prova offerta.
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Nessun complesso di inferiorità. Catania e Chievo si riaffacciano alla ribalta della serie A con due vittorie improbabili, almeno alla vigilia. I siciliani, salvi all’ultima giornata lo scorso anno, e guidati ancora da Walter Zenga conquistano i primi tre punti del campionato contro un Genoa più forte sulla carta. Il gol della vittoria arriva al 16’ del secondo tempo con Giuseppe Mascara, ex della partita e da otto mesi senza gol. «Non vedevo l’ora di interrompere questo digiuno – racconta -. Quest’anno, finalmente, gioco più vicino alla porta e così le occasioni arrivano».Esulta anche Zenga, che però non nasconde le difficoltà: «Abbiamo avuto un buon avvio, ma dopo un episodio favorevole ci siamo innervositi. I ragazi sono stai bravi a ritrovare lucidità». Esordio col botto anche per il Chievo, che per nulla intimorito dall’avvio difficile – la Reggina passa in vantaggio al 26’ del secondo tempo -, raggiunge il pareggio al 30’ della ripresa per poi esultare al 43’ dopo il gol-vittoria di Italiano. Un successo «ottenuto con il cuore», racconta a fine gara il tecnico Beppe Iachini. «Per molti di questi ragazzi e anche per il sottoscritto – dice – questo era il debutto nella massima serie. Ho voluto premiare il lavoro svolto da questo gruppo nella scorsa stagione e loro mi hanno ripagato con una vittoria che ritengo meritata per quello che si è visto in campo».
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«L’approvazione in consiglio dei ministri del decreto correttivo sul codice degli appalti al cui interno è stata inserita la riforma del project financing va salutata con grande soddisfazione». Lo afferma il presidente della commissione lavori pubblici del Senato Luigi Grillo, che legge le novità introdotte ieri dal governo come la soluzione giusta per sbloccare notevoli risorse per le infrastrutture della Liguria. Terzo Valico, strade e autostrdae, ma non solo. «Il project financing di seconda generazione – sottolinea – è uno strumento rivoluzionario di forte potenzialità per porre rimedio al grande deficit di infrastrutture accumulato dal nostro paese. Grazie all’impegno profuso in questi anni dalla commissione che presiedo – spiega Grillo – si sono poste le condizioni per attrarre in Italia e quindi anche in Liguria capitali privati finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche».
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Roma. «Le nuove indagini sulla strage di Bologna dovrebbero cominciare proprio da uno studio attento sulle perizie effettuate all’epoca sull’esplosivo e su tutta la relativa documentazione. Le conoscenze attuali sulla materia degli esplosivi, forse, potrebbero aiutarci a capire quello che oggi ancora ci sfugge riguardo a quel terribile ordigno». È quanto spiega l’avvocato Valerio Cutonilli, legale di Luigi Ciavardini, uno dei tre condannati e autore del libro Strage all’italiana, che ha anche inviato un appello a Cossiga.Cutonilli sostiene che la ricostruzione giudiziaria «non convince più da anni. Tutti hanno capito che Sparti era un testimone falso. La destra è stufa di essere umiliata ad ogni anniversario del 2 agosto. Il fatto curioso è che la maggior parte della sinistra le dà ragione sulla vicenda di Bologna. C’è solo una minoranza oltranzista, culturalmente arretrata, che si ostina a riproporre stilemi sempre più controproducenti. Ma non generalizzerei»
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Stavolta a Vendola è andata male. Prima, ogni volta che gli capitava a tiro una poltrona, Nichi l’afferrava senza sbagliare un colpo, ma con l’aria della mammoletta cui hanno forzato la mano. Era come i democristiani del secolo scorso che accettavano gli allori sospirando: «Mi sacrifico per spirito di servizio». Nel Duemila a darsi il tono sofferto sono i cinquantenni della sinistra. Walter Veltroni, per dire, sembra che faccia la grazia ai suoi di guidare il Pd, ha un muso lungo stabile e lascia intendere che, in realtà, sogna l’Africa.Ma Vendola lo batte. È lui l’inarrivabile maestro della ritrosia a vuoto. A parole, si tira sempre indietro. Poi non perde un’occasione che sia una. Oggi era il candidato favorito alla poltrona di segretario di Rifondazione comunista. Tre anni fa, prese al volo la presidenza della Regione Puglia. Su entrambe le prede si è avventato dicendo di non volerle. Non crediate però che la sua sia ipocrisia. Nichi è un narciso, prigioniero di un’immagine di sé di cui è innamorato. Pensa sinceramente di essere un fanciulletto mai cresciuto. Un poeta prestato alla politica. Un monaco costretto a fare il Papa.Quando – dopo averlo voluto con tutte le forze – fu eletto Governatore, pianse. Ohibò, perché piangi?, gli fu chiesto. È gioia? «È dolore – rispose Nichi -. Soffro perché entro nel cuore del potere». Si grattò il lobo con l’orecchino e aggiunse: «Per essere felici col potere bisogna amarlo e io sono disamorato del potere.
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