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La battaglia contro le lucciole mette uno contro l’altro i sindaci di Opera e Locate Triulzi. Le amministrazioni dei due comuni confinanti hanno divergenze su come affrontare il problema della prostituzione. Mentre il sindaco di Opera Fusco ha emesso un’ordinanza per multare i clienti delle prostitute, il collega di Locate, Preli, non ha preso provvedimenti. «È l’unico a non avere fatto nulla», attacca Fusco. «Abbiamo visioni differenti», si difende l’altro. Chi ha ragione?
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Il «Maxxi» è il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. È una istituzione del Ministero curata dalla «Parc», la Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee. La sede è progettata dall’architetto Zaha Hadid.
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Sarà un settembre caldo quello che aspetta i romani, molti dei quali sono tornati ieri dalle ferie. E la città che ritrovano è in attesa di risposte su tanti temi scottanti, che l’estate ha contribuito a infuocare. Ecco quelli principali sul tappeto nella prima settimana di «normalità».Le strisce blu. Ci sarà tempo ancora due settimane, salvo slittamenti dell’ultima ora, per parcheggiare la propria automobile in tutta la città senza pagare nemmeno un centesimo. Poi scatterà il nuovo piano di razionalizzazione voluto dal Campidoglio, che prevede un aumento della tariffa a 1,20 euro per l’area Ztl, ma anche una diminuzione del 18 per cento delle strisce blu attivate in passato. Una volta disegnata con precisione la mappa delle «zone franche», dove comunque non si potrà sostare per più di tre ore in tutto, la palla passerà nelle mani dell’Atac, che riattiverà passo passo i parcometri. Il parcheggio del Pincio. Ha tenuto banco per tutta l’estate la vexata quaestio della megastruttura di sette piani e settecento posti pronta a sorgere sulla collinetta che domina piazza del Popolo. Come anticipato ieri su queste pagine, è sceso in campo anche il governo per dirimere una matassa altrimenti difficile da districare. Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha dato mandato di acquisire tutta la documentazione, per capire quanto sono fondate le ragioni del no, quanto profonde le cause ostative al progetto legate alla presenza di reperti archeologici nell’area.
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Nostro inviato a Venezia«Arrestatemi» disse Carmelo Bene al piantone del commissariato del Lido di Venezia, il giorno dopo non essere stato premiato con il Leone d’oro per Nostra Signora dei Turchi, ma solo con quello d’argento. «Cosa avete fatto?» gli chiese il poliziotto sbalordito. «Ancora niente, ma voglio uccidere il ministro del Turismo e dello Spettacolo». A trent’anni Carmelo Bene era già Carmelo Bene, e aveva ragione il direttore della Mostra Luigi Chiarini quando, rispondendo ai contestatori che giudicavano la mostra reazionaria, aveva replicato che Nostra Signora dei Turchi bastava e avanzava per fare la rivoluzione. Ripresentato ieri nella sezione «Questi fantasmi» in una versione che lo recupera integralmente, il film è un diluvio di immagini e di trovate, affascinante, incomprensibile e a volte noioso, trionfo visivo e avanspettacolo, con la celebre phoné del suo autore a fare i primi passi. Nei cinema fu un disastro: presentato in una sala di Torino, più di una volta finì con le poltrone divelte e tirate contro lo schermo e il regista che alla cassa dava indietro i soldi dicendo: «Lei è un cretino». Raccontarne la trama non avrebbe senso, anche perché non c’è, cedere la parola allo stesso Bene aiuta, forse, a capire meglio: «Sono un anarchico, non rispetto nessuna specie di conformismo. Come tragica farsa della vita interiore (o solitudine) di un personaggio-situazione, o meglio di una situazione che si fa personaggio, questo mio film è un’opera di auto-contestazione.
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Roma – Il mercato dell’auto in Italia prosegue il trend
negativo e registra ad agosto un crollo del 26,42%, a 77.156 unità, contro le 104.857 di un anno fa. Lo rende noto il ministero dei
Trasporti.
Nei primi otto mesi dell’anno sono state immatricolate in Italia 1.531.598 unità, segnando una flessione del 12,04% rispetto alle
1.741.322 dello stesso periodo del 2007.
Fiat in calo Ad agosto le immatricolazioni in Italia di Fiat sono scese del 22,97%, a 25.567 unità, contro le 33.191 di agosto 2007. A luglio le immatricolazioni del gruppo
torinese erano calate del 5,5%, a 61.440 unità.
Nei primi otto mesi dell’anno Fiat Group ha immatricolato in Italia 490.733 nuove autovetture, in calo del 10,40% rispetto alle 547.720
dello stesso periodo di un anno fa. Ad agosto la quota di mercato in Italia di Fiat Group
Automobiles si è attestata al 33,13%, in rialzo rispetto al 31,65% di un anno fa. A luglio era al 32,19%.
Nei primi otto mesi dell’anno la quota del gruppo torinese ha segnato il 32,05%, in aumento rispetto al 31,46% dello stesso periodo di
un anno fa.
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La critica inglese si è… divisa sul Divisionismo italiano in occasione della splendida mostra «Radical Light. Italy’s Divisionist Painters 1891-1910» in corso alla National Gallery. Da una parte si esaltano le opere di impegno sociale scaturite dalla delusione delle promesse risorgimentali non mantenute, dall’altra si polemizza sulla validità di una pittura che usava una tecnica fine a se stessa, i cui protagonisti «ricomponevano la dicotomia fra simbolismo e socialismo nel comune interesse per gli effetti della pennellata, del colore e della luce», ma «mancavano di coesione per penetrare nella coscienza internazionale». Una battaglia perduta, insomma, «ultimo sussulto di una tradizione esaurita che affondava le radici nel Rinascimento». Inevitabile dunque che il Divisionismo italiano, «troppo umano, incongruo e contraddittorio», senza un proprio manifesto, si sfaldasse nel vortice futurista.
Non è questa l’opinione dei curatori della rassegna, organizzata con la collaborazione del Kunsthaus di Zurigo, dove sarà trasferita a fine settembre. Se il Divisionismo italiano, con le intuizioni di Russolo, Balla e Boccioni, apriva la strada alla frammentazione della luce che sarebbe esplosa nel Futurismo, esso fu comunque un momento pittorico autonomo che s’inseriva in una forte matrice italiana dello studio della luce, affondando le radici nella pittura dei Macchiaioli e degli Scapigliati, come spiega Simonetta Fraquelli, curatrice insieme con Christopher Riopelle di «Radical Light».
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I rifiuti, racconta Silvio Berlusconi nella sua sesta visita a Napoli da quando è a Palazzo Chigi, sono stati un vero e proprio «chiodo fisso». E per dare l’idea di quanto la questione abbia monopolizzato i suoi pensieri, tra il serio e il faceto il Cavaliere non perde l’occasione per buttar giù una sorta di «ricetta» di quel «drizzone» di cui ha bisogno l’Italia e che anche ieri è tornato ad evocare.
Perché, spiega, «io sono un imprenditore e so bene che si riesce a raggiungere un risultato quando ci si prefigge solo quello e si tira dritto». «L’ho fatto – aggiunge – per vincere la Coppa dei campioni prima e le elezioni poi». Così, racconta, nei giorni passati a Tokyo «non facevo altro che notare che a terra non c’era neanche una cicca di sigaretta». E «quando sono stato invitato a pranzo al Quirinale e sono salito sul Torrino da cui si può ammirare una vista splendida, mi sono trovato a guardare quel panorama e disegnare uno spazio immaginario nel quale mettere la spazzatura». «Quante tonnellate di rifiuti c’entreranno qui?», dice ridendo mentre Paolo Bonaiuti lo stoppa: «Silvio, guarda che domani l’Unità titola “Berlusconi vuole portare i rifiuti al Quirinale”».
Battute a parte, se sul fronte immondizia Napoli sta tornando ad essere una città vivibile (tanto che il premier dice di «coccolare l’idea» di tenere qui «un evento a margine del G8 del prossimo anno»), Berlusconi non nasconde che «ci sono molte regioni ormai vicine alla congestione delle discariche».
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